Agricoltura Sinergica

orto sinergico La Città della Luce

Per l'agricoltura sinergica:  “mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano un suolo fertile”.

Nasce dalla spagnola Emilia Hazelip, che ha preso i principi dell'agricoltura naturale di Fukuoka sviluppata in Giappone, adattandola alla realtà mediterranea e cittadina, dove ci sono piccoli spazi coltivabili. La Sinergia implica il funzionamento dinamico e concertato di vari organi per realizzare una funzione. Così come nel nostro organismo, tutto il sistema e i suoi elementi funzionano interelazionandosi e con coerenza, questa sinergia è presente tra la terra ed i microrganismi che la abitano, arricchendola o tra i legumi ed i batteri fissatori di azoto atmosferico o nell’associazione tra piante che si danno mutuo beneficio.
Questo sistema di agricoltura naturale, che affonda le sue radici negli insegnamenti di Fukuoka, protegge l'ecosistema del suolo, permettendo alla terra di mantenere i suoi propri strati, senza agitarla né rivoltarla, comprendendo che la terra ha la capacità di auto fertilizzarsi.
Lavorando su bancali (aiuole) di 120 cm di larghezza e 50 di altezza, il suolo viene coperto con pacciamatura, uno strato di resti organici che fa da filtro protettore tra la superficie della terra e i gas atmosferici, la forza disseccante del sole e quella compattante ed erosiva della pioggia e del vento.

Copertura che diventa anche un concime di superficie, che va ad alimentare la terra da sopra a sotto. Così nel suolo si stabilisce un equilibrio stabile tra i suoi abitanti, siano lombrichi lavoratori di profondità, lombrichi rossi del mantello (strato superficiale) o i miliardi di specie di esseri microscopici vegetali o animali che vivono e muoiono al suo interno. In nessun momento vanno traumatizzati, modificando e sconvolgendo il loro habitat.

Imitare ciò che fa la natura, implica lasciare la terra sempre coperta con una pacciamatura, aperta solo negli spazi o nelle linee di semina. La pacciamatura si va trasformando in mantello, in humus. Affinché la terra disponga di materia organica al suo interno, senza la necessità di interrarla, si lasciano sempre dentro le radici delle piante, eccetto quelle che si raccolgono per il consumo. Questi resti nutrono la flora intestinale della terra e questa a sua volta permette il nutrimento delle piante.

“Quando la fertilità della terra non si perde per l'erosione, non sono necessarie costanti compensazioni sotto forma di qualsiasi specie di concime, come lo sterco e la fertilità si mantiene da sola.” (Emilia Hazelip)

AGRICOLTURA NATURALE

L'agricoltura naturale è un metodo basato su quattro principi: nessuna lavorazione del terreno, non si usano fertilizzanti, non si usano pesticidi, non si diserba.

Questo metodo è stato ideato da Masanobu Fukuoka, ex fitopatologo, agricoltore e filosofo ed è stato anche definito "agricoltura del non fare".

L'agricoltura naturale differisce radicalmente sia dall'agricoltura scientifica sia da quella organica, perché il presupposto filosofico consiste nel riconoscere che la natura è perfetta, mentre la conoscenza umana è limitata e imperfetta.

Lo scopo principale dell'agricoltore naturale è quello di assecondare la Natura, creare un suolo fertile, favorire lo sviluppo di un ambiente sano con un gran numero di varietà e infine ottenere l'autosufficienza economica. Il suo approccio è olistico ed è basato su una conoscenza intuitiva e non discriminante; una conoscenza che nasce quando l'uomo diventa una sola cosa con la natura, superando le discriminazioni causate dalla mente umana.

PERCHE' DIFFONDERLI?

Il cibo e la natura

Come esseri umani, una delle nostre necessità basilari è il nutrimento. Abbiamo bisogno di cibo da trasformare in energia per poter vivere, fare, camminare, lavorare, essere. Il cibo ci viene fornito dalla natura: frutti, ortaggi, cereali, semi, erbe. Ci da tutto quello di cui abbiamo bisogno. Per questo è importante avere una relazione sana, rispettosa e sostenibile con la natura, per permettere a noi e alle generazione future di poterci nutrirci.
Perché un processo sia sostenibile, deve utilizzare le risorse naturali ad un ritmo tale che esse possano rigenerarsi naturalmente.

Sono emerse ormai chiare rilevazioni scientifiche che indicano come l'umanità stia vivendo in modo non sostenibile, consumando le limitate risorse naturali della Terra più rapidamente di quanto essa sia in grado di rigenerare.

Attuale metodi di coltivazione

Gli attuali metodi di coltivazione isolano le piante artificialmente in zone mono qualitative ed in filari massimizzati sul terreno e le spingono artificialmente allo sviluppo, scavando e modificando il terreno naturale, usando fertilizzanti sulle piante desiderate, diserbanti sulle piante ritenute dannose, e pesticidi contro più piccole forme di vita animale ritenute potenzialmente dannose per le piante desiderate. Il risultato e’ quello di avere frutta e verdure visivamente perfette, ma inconsistenti dal punto di vista del gusto e soprattutto con sempre minori quantità di elementi nutritivi utili all'organismo, oltre che parzialmente tossiche per la salute umana (per la presenza di veleni occasionalmente non rilevati, non ancora proibiti o tollerati in basse dosi dalla legge). La terra e l' acqua si inquinano, la natura è devastata, il cibo è di pessima qualità.

Se noi mangiamo cibo di scarsa qualità, cioè cibo con veleni e privi di elementi nutritivi, il nostro corpo si ammala. Come dice il detto “Siamo quello che mangiamo”.
Si vogliamo mangiare cibo ricco, gustoso, con un alto contenuto di elementi nutritivi, senza veleni, prodotto in forma sostenibile, dove la terra non si inquina, non si sfrutta, ma si rigenera, dobbiamo praticare un'agricoltura differente. Ci sono diversi metodi per coltivare la terra in forma sostenibile, senza chimica inquinante, dove si collabora con la natura in forma rispettosa.

Come la permacultura, l'agricoltura biologica, l'agricoltura biodinamica, l'agricoltura naturale e l'agricoltura sinergica.

L' agricoltura sinergica

Il vantaggio dell'agricoltura sinergica è che ci permette di produrre cibo in piccole superficie ed è adatta a spazi ristretti come nella città. Nelle aiuole (che ci permettono di avere più superficie dove piantare) crescono insieme diverse famiglie di piante, aumentando la produzione di cibo. In più è un metodo dove non si ara la terra.
La scoperta del dottor Alan Smith del dipartimento agricolo del New South Wales - Australia (uno specialista della materia), è uno schema complesso di relazioni tra le piante, i microrganismi del suolo e gli elementi nutritivi. Nei suoli naturali (imperturbati), questi processi funzionano in maniera sana e controllano efficacemente l'attività microbica, ivi compresa quella delle popolazioni d'organismi patogeni. Rendono inoltre assimilabili gli elementi nutritivi presenti nel suolo.

Nei suoli turbati da arature, lavori colturali e fertilizzanti con nitrati, questi processi non hanno e non possono avere luogo.

Sebbene le piante abbiano questa capacità unica di trasformare l'energia solare in energia chimica che utilizzano per crescere, metabolizzare e riprodursi, esse hanno anche bisogno d'altri elementi che sono incapaci di produrre direttamente. Per esempio hanno bisogno d'azoto, di fosforo, di zolfo, di calcio di magnesio, di potassio e di oligo-elementi. Il suolo costituisce una riserva di questi elementi, ma per un approvvigionamento adeguato, le piante devono ricercare questi elementi alterando il suolo attorno alle loro radici. Un modo per far ciò è stimolare l'attività dei microrganismi che accrescono la mobilitazione degli elementi nutritivi. Questi studi dimostrano che sistemi, come la coltura senza aratura, ottengano un tale successo.

Nell'agricoltura sinergica non si utilizza nessuna lavorazione del terreno, non si usano fertilizzanti o pesticidi, non si diserba.

Per questo è chiamata "l'agricoltura del non fare".

Si tratta di un metodo facile che non richiede molto tempo, permette l'utilizzo massimo degli spazi, permette alla terra di rigenerarsi e all'uomo di avere un approccio diverso con la natura, imparando come nella sinergia si crea un ambiente migliore dove vivere in salute ed armonia.

E forse non è un caso, che nei luoghi dove gruppi umani tentano di costruire nuove piccole società, come gli eco villaggi, in cui coltivare il rispetto per le differenze e il valore d’ogni età della vita, nascano orti sinergici. La collaborazione ecologica è un importante principio dell'orto sinergico, dove anche in una stessa aiuola c’è molta varietà di piante: giovani, giovanissime, mature, vecchie, fiorite, morte, già compostate, appena nate. Esse vengono raccolte senza mai strapparne le radici, in modo che possano continuare a dare nutrimento al terreno. Intrecciano relazioni fra famiglie botaniche diverse, con insetti, lombrichi, microrganismi e funghi che in agricoltura sinergica sono considerati anch’essi una risorsa e non una minaccia. Allo stesso modo le «erbacce», rinominate «erbe spontanee», vengono valorizzate per l’importante ruolo ecologico che svolgono, mentre il suolo, sempre protetto da una copertura organica, appare selvatico.

Gli esseri viventi: piante, microrganismi, insetti e tutto ciò che esiste in questo tipo di orto, non ingaggiano lotte biologiche, ma il loro stesso insieme crea salute e difesa ecologica.
L’agricoltura sinergica è un sistema di coltivazione che convince chi sta cercando di stabilire un rapporto nuovo e diverso con la terra, di cui si sente figlio e non padrone. Per chi considera il terreno, non un supporto inerte per le colture, ma un oceano di vita, sopra e sotto la superficie. Per chi si ferma ad osservare e ad ascoltare per capire come creare nuova vita, facendosi guidare da ciò che fa Madre Natura, contribuendo alla fertilità del suolo, anziché impoverirlo. (Marilia Zappalà della Associazione Basilico, 2004).

Alcuni link sono:

http://agrisinergica.altervista.org/

http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_sinergica

http://selvatici.wordpress.com/quaderni-dellortigiano/orto-sinergico/

http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_naturale

http://ortodicarta.wordpress.com/gli-appunti-di-emilia-hazelip/#comment-15332

http://byologik.wordpress.com/2011/12/11/il-giardino-sinergico-di-emilia-hazelip/

http://www.youtube.com/watch?v=Z9ROMCIWXQs

http://www.youtube.com/watch?v=iyT3RKWPYR0

 

 

Contatti

info@agricolturaconsapevole.it

 

Dhara Janneke Gisolf
+39.345.7679861
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