Equinozio d'autunno

Equinozio d'autunno

Il termine equinozio deriva dal latino aequinoctium (notte uguale, in riferimento alla durata del periodo notturno uguale a quello diurno) ed indica quel momento della rivoluzione terrestre intorno al sole in cui quest'ultimo si trova allo zenit dell'equatore.

I solstizi e gli equinozi scandiscono il cambiare delle stagioni, infatti   distano tra loro circa 3 mesi. I due solstizi, solstizio d’estate e solstizio d’inverno, indicano il giorno in cui l’emisfero nord e quello sud della Terra ricevono rispettivamente il massimo e il minimo numero di ore di luce solare dell’anno.

L’equinozio ricorre due volte durante l'anno solare – in autunno e in primavera - e, in tale momento, il periodo diurno (ovvero quello di esposizione alla luce del sole) e quello notturno sono uguali. Sia nell’equinozio d’autunno che nell’equinozio di primavera l’asse di rotazione terrestre risulta perpendicolare alla direzione dei raggi solari. Da questo momento in poi le ore di luce continueranno a diminuire fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre, quando le giornate ricominceranno ad allungarsi.

L’equinozio d’autunno e l’equinozio di primavera sono gli unici momenti dell’anno in cui il sole sorge esattamente ad est e tramonta esattamente ad ovest.

Simbologia

E’ il tempo di raccogliere dagli ultimi frutti, ben maturi, i semi che serviranno a darci da mangiare l’anno successivo, da essiccare all’aria e all’ombra, da conservare al buio o all’asciutto in sacchetti di carta con scritto il nome, aspettando la primavera per piantarli. 

La celebrazione dell’equinozio d’autunno ha carattere meditativo, di bilancio, di presa di coscienza che ci proietta verso l’attesa e la speranza per un nuovo ciclo, altrettanto propizio.

Associati alla morte e alla trasformazione delle forze vitali attraverso la rinascita sono i rituali concernenti le operazioni di raccolta, spremitura, fermentazione del vino, analogia del ciclo vita/morte, trasmutazione o passaggio ad una nuova vita. Il vino, a ben guardare, ricorre nella simbologia cristiana come sangue di Cristo, essenza che contiene lo spirito imperituro della vita, mentre la vite era già anticamente associata all’Albero della Vita, capace di collegare i due mondi.

Dal punto di vista astrologico, l'entrata del Sole nella Bilancia, segno dell'Equilibrio, ci riporta al significato latino del nome. Cardinale e opposto al suo gemello primaverile, ci ricorda che questi sono gli ultimi giorni in cui le forze si bilanciano e che a seguire l'oscurità vincerà per i successivi sei mesi, sulla luce.

Culturale

Questo avvenimento ha sempre rappresentato nell'antichità un momento speciale nel quale le forze di luce e tenebra sono in perfetto equilibrio. Per molte culture l'Equinozio d'Autunno è un giorno di celebrazioni. Nella tradizione iniziatica questo momento rappresenta un passaggio, un tempo per la meditazione, per rivolgersi all'interno, durante il quale la separazione tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile si assottiglia sin quasi a scomparire. Nel calendario agricolo contadino, purtroppo, poco o nulla è rimasto delle ritualità festive autunnali e bisogna aspettare la fine di ottobre con Ognissanti per trovare ancora gli antichi riti di passaggio rurali e pagani, quel momento che i Celti chiamavano Samhain.

Si chiama luna del raccolto, o Harvest Moon, secondo la saggezza dei Nativi Americani, la luna piena più vicina all’equinozio d’autunno.

A Machu Picchu si trova la pietra Intihuatana, che aveva il compito, con la sua posizione, di mostrare l'esatta data dei due equinozi e di altri eventi astronomici. Questa pietra particolare è uno degli oggetti più studiati di Machu Picchu e serviva agli Inca per la misurazione periodica della posizione del sole.

L’equinozio d’autunno corrisponde alla prima Festività dell’Oscurità per i Celti. Questa occasione vede al centro il tema della separazione tra gli innamorati o tra madre e figlia. Per i Celti Mabon: il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, indicato col nome di Maponus nelle iscrizioni romano-britanne, è il figlio di Modron, la Dea Madre: rapito tre notti dopo la sua nascita, venne imprigionato per lunghi anni fino al giorno in cui venne liberato da Culhwch, cugino di Re Artù. A causa del suo soggiorno ad Annwn, Mabon rimase giovane per sempre.

Il suo rapimento è l'equivalente celtico del rapimento greco di Persefone. Ricordiamo infatti che nell'antica Grecia si celebravano i Grandi Misteri Eleusini, riti misterici che rievocavano appunto il rapimento di Persefone, figlia della dea Demetra che regolava i cicli vitali della terra, condotta agli inferi dal dio Ade che ne fece la sua sposa. La leggenda racconta che Demetra, come segno di lutto e fin quando non riebbe sua figlia, rese impossibile il germogliare delle sementi e delle piante e sterile la terra. Nell’antichità miti e leggende servivano per trovare una spiegazione al passaggio delle stagioni che segnava con importanza elevata l’alternarsi del lavoro nei campi, dei raccolti e del riposo.  

Riassumendo in entrambi i miti quello che viene ciclicamente rivissuto ad ogni autunno è il sacrificio del dio/dea che, dopo le gioie e glorie amorose della primavera e dell'estate, dopo aver dato con la massima potenza fecondante i frutti a tutti gli esseri viventi, è costretto/a a morire a sé stesso, a declinare nel buio della Terra, intesa come Ventre, Utero, Tomba, Infero. 

L’equinozio d’autunno è una delle feste nazionali del Giappone. Fa parte dei 24 Setsubun, i giorni di transizione più importanti dell'anno, che segnano il passaggio da un periodo all'altro. La festa viene chiamata Shuubun No Hi o Higan no Chu-Nichi. In questa giornata si va ad osservare la pioggia delle foglie d’acero, albero sacro del Giappone, così come con l’arrivo della primavera si ammira la fioritura dei ciliegi.

Stonehenge è il fulcro dei misteri e delle celebrazioni legate agli equinozi e ai solstizi. Di solito i grandi raduni a Stonehenge si svolgono durante la bella stagione, in corrispondenza del solstizio d’estate, ma l’equinozio d’autunno è un altro momento affascinante per visitare questo luogo magico.

San Michele

Tra il 21 e il 23 settembre ha luogo l’equinozio d’autunno, al quale presiede l’Arcangelo Michele. Il sole entra nel segno della Bilancia, dando così inizio a un nuovo ciclo.
I frutti cadono dagli alberi, abbandonano i loro involucri, mentre i semi vengono selezionati per essere consumati o conservati; più tardi essi saranno piantati nella terra affinché il ciclo ricominci. Ma questo lavoro di separazione, di cernita che si fa in natura non riguarda unicamente la vegetazione: esso concerne anche l’essere umano.
Come il frutto si separa dall’albero e il seme dal frutto, l’anima si separa dal corpo.
Il corpo corrisponde all’involucro e l’anima al seme che viene seminato in alto, in Cielo. Il giorno in cui sarà maturo, il frutto che è l’uomo non dovrà cadere in terra come il seme di una pianta, ma volarsene verso il Cielo.

E l’autunno è il periodo nel quale deve avvenire questa separazione di cui parla Ermete Trismegisto quando dice: «Tu separerai il sottile dal denso con grande abilità». Separare il sottile dal denso vuol dire separare lo spirituale dal materiale. Durante l’autunno tale processo di separazione si realizza in tutta la natura per preparare la nuova vita. Come l’Arcangelo Michele viene a separare l’anima dal corpo, così l’Iniziato lascia morire in sé una materia per liberare la vita. L’Arcangelo Michele separa l’anima dal corpo perché l’anima deve viaggiare, visitare altri mondi dello spazio e non rimanere eternamente sulla terra.
La separazione è una legge della vita. Ecco quindi che cosa dobbiamo imparare dall’Arcangelo Michele: la selezione, il discernimento, l’apprendere a separare il puro dall’impuro, l’utile dall’inutile, il nocivo dal salutare, la cosa morta da quella viva. E la causa di tutte le sventure è proprio la mancanza della capacità di discernimento.

Astrologia

L'equinozio introduce il segno della Bilancia, come la stagione a cui dà inizio, è un segno temperato, moderato, le focose passioni estive sono alle spalle definitivamente, il freddo dell’inverno ancora non si fa sentire, ma è chiaramente atteso e lucidamente previsto. Le foglie ingialliscono e cominciano a cadere, la natura si ferma, ed è tempo di bilanci, appunto, di valutazioni, e inevitabilmente di scelte, ma con molta serenità: il raccolto è stato fatto, è stato conservato, ora è il momento di ripartirlo equamente, così come in base ai risultati si sceglie se aumentare o diminuire le quantità per la semina dell’anno successivo.

 Più che il Leone o la Vergine, è proprio la Bilancia il segno che gode dei frutti nel lungo periodo (Venere come piacere), riesce a dosarli e farseli bastare (Saturno come regola e misura), non deve neanche più lavorare e faticare, ma da buon segno d’Aria può dedicarsi ad immaginare, creare, progettare.

 

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